Stop alla super tassa: l’istruttivo dietrofront di Hollande

Non aveva senso e infatti la mossa non ha sortito alcun effetto benefico. E con il 1° gennaio 2015 è stata tolta di mezzo con la stessa velocità di quando si libera il tavolo dalle briciole. Sto parlando della super tassa voluta nel 2012 da François Hollande nei confronti dei cittadini francesi con un reddito superiore al milione di euro. Una percentuale monstre, come si ricorderà: addirittura del 75%. Ancora una volta l’aumento della tassazione, e in questo caso un incremento che aveva intenti demagogico – punitivi, non ha portato ai risultati che desiderava Hollande e soprattutto il suo consigliere più ascoltato, Thomas Piketty, a cui va fatta risalire la geniale trovata. I numeri chiariscono sufficientemente le proporzioni del clamoroso autogol. In principio da tale operazione veniva previsto un gettito di 400 milioni, ma il raccolto ha portato nelle casse dello Stato 260 milioni il primo anno e 160 il secondo. Un’inezia, una goccia d’acqua nell’Oceano del deficit francese, che ormai veleggia oltre gli 80 miliardi di euro. Come hanno detto gli analisti più avveduti e meno inclini a schiacciare l’occhiolino alla demagogia statalista (vero professor Krugman?) il fallimento del piano Hollande è stato totale; l’aver scollinato la vetta della curva di Laffer, ovvero quel punto superato il quale all’aumentare delle aliquote diminuisce il gettito fiscale per lo Stato, non è stata un performance invidiabile. E poi, parliamoci chiaro: che senso poteva avere un’imposta che presentava un’aliquota così alta e una platea davvero ridotta di potenziali contribuenti, non più di 1.500 persone? Nessuno, appunto. Due anni orsono fecero scalpore le dichiarazioni dell’attore Gerard Depardieu che con un gesto eclatante quanto polemico scelse di abbandonare il suolo patrio pur di non cedere alla pantagruelica gabella. Adesso, sempre un governo a guida socialista ha deciso di soprassedere. Forse si è compreso che è difficile uscire dalla crisi economica facendo leva sulla imposizione fiscale scriteriata. Alzare le tasse genera solo malcontento e spirito di rivalsa. Si tratta di gesti che deprimono quando invece i Paesi hanno bisogno di iniezioni vitaminiche di fiducia. Il premier inglese David Cameron salutò con soddisfazione la scriteriata iniziativa di Hollande affermando che la Gran Bretagna avrebbe steso un bel tappeto rosso per accogliere i ricchi francesi desiderosi di salvaguardare i frutti del proprio operare. Ebbene, un certo movimento in direzione Londra vi è stato, ora si tratta di vedere se chi ha fatto quel passo è disposto a fare marcia indietro dopo le rassicurazioni dell’esecutivo francese. Vista dall’Italia la lezione è interessante e assai istruttiva. Perché riformare non può mai far rima con tassare. O, meglio, con il tassare oltre il ragionevole. Anche su questa partita il governo Renzi è chiamato a dar prova di maturità. Supererà l’esame?
mario says:
75 % era sicuramente una tassazione troppo elevata. Ma il problema vero è che le tasse le pagano soltanto i pensionati e i lavoratori dipendenti. Gli altri non solo non pagano il dovuto, ma beneficiano degli sconti previsti per chi ha un reddito basso. E’ su questa partita che il governo Renzi deve dimostrare di essere un governo di centro-sinistra.