Investire nel camminare

Camminare. È un gesto che esprime, come pochi altri, la bellezza della libertà. Ha qualcosa di artistico, come una pennellata d’autore. È un’esperienza possibile a tutti. Riconosco che è stata mia moglie Vanda – diciamo qualche annetto fa – a farmi scoprire la meraviglia del camminare. E una volta fatta mia non l’ho più abbandonata. Anzi, la coltivo tutti i giorni. Pratica, per me, virtuosissima. Si tratta di una passione che mi fa stare bene, Ogni giorno muovo i miei passi senza inseguire chissà quali prestazioni. Cammino assecondando il ritmo che il mio corpo mi comunica. E mentre cammino scopro benefici: per il corpo e per la mente. Si mettono da parte incrostazioni e si libera il pensiero. È un procedere che spalanca alla novità, che favorisce il sorgere di idee nuove, che ti mette in azione preludio della relazione. Prendersi il tempo dovuto per una bella camminata è già motivo per trarre soddisfazione nel proprio lavoro. È un investimento che ha pochi eguali. E poi, camminando si vede meglio la città, anche i suoi angoli più nascosti. In macchina, in moto o adesso anche in monopattino non è possibile. Con quei mezzi ci si sposta, il più in fretta possibile. Lungi da me demonizzare le quattro ruote e le due ruote, però trovare momenti per camminare non è mai tempo perso, ma guadagnato. Ippocrate consigliava a chi era di cattivo umore di fare una passeggiata. Kierkegaard affermava che camminando incontrava i suoi pensieri migliori. E un grande cardiochirurgo egiziano emigrato in Inghilterra, Magdi Yacub, che aveva fatto ventimila interventi a cuore aperto, consigliava a tutti una bella camminata al giorno. A supporto di queste convinzioni consiglio un paio di libri che ho letto questa estate di feconda riflessione: Camminare di Erling Kagge e Camminare può cambiare la vita di Shane O’ Mara. Da diverse prospettive approdano alla stessa conclusione: camminare è un’avventura indimenticabile. Che adesso mi accingo a rivivere!