La miopia dei test d’ingresso all’università. La serietà si garantisce con altro

L’introduzione dei test d’ingresso per alcune facoltà universitarie non mi ha mai convinto. La trovo una limitazione di nessuna utilità per i giovani che escono dalla scuola secondaria. Anzi, vi vedo un oggettivo attacco a quel diritto allo studio che dovrebbe continuare ad essere un caposaldo universale. E, per l’appunto, assicurato a tutti. Senza trascurare un altro aspetto, ovvero che è assai mortificante per i neodiplomati dover passare dalla lotteria delle domandine per avere accesso al percorso di studi tanto desiderato.
C’è chi dice che in tal modo si assicura serietà ed eccellenza delle nostre facoltà universitarie. I fatti stanno dimostrare il contrario. È sempre più diffuso il malessere, aumentano le perplessità. D’altronde sfido chiunque ad affermare che il superamento del test garantisca sulla qualità e sulla responsabilità dello studente. Naturalmente con questo non voglio minimamente far passare il concetto che l’Università dovrebbe essere meno selettiva. Dico solo che la selezione deve avvenire con gli studenti che non mantengono un percorso di studi virtuoso. Mi risulta infatti che siano ancora un gran numero i cosiddetti “fuori corso”. Ma non di un anno o due, il che potrebbe essere tollerabile. Vi sono gli studenti a vita, chi vive quell’esperienza come un’area di parcheggio. Perché, per il sottoscritto, oggi più che in passato, l’università va vissuta come un’avventura di grande respiro umano e come un’ occasione di emancipazione culturale. Guardando in faccia la realtà, la laurea non può essere semplicemente quel pezzo di carta che ti fa trovare un lavoro. Magari, questo, era vero in passato. Ora non più. L’Università dovrebbe essere vissuta in primo luogo come l’affascinante sfida per un arricchimento complessivo della persona. Allora sì che si verrebbero a formare competenze fortemente motivate. E quindi pronte per entrare sul mercato del lavoro dalla porta principale. Insomma, voglio dire, che l’emancipazione culturale è lo scopo per ottenere il meglio dall’esperienza universitaria. Quello è il primo esame da superare. Altro che test d’ingresso.