Il boom turisti e le scelte del Mibact

Veniamo da una buona estate: l’industria italiana del turismo ha dato netti segni di risveglio. E anche settembre promette bene: quattro milioni gli italiani in vacanza, secondo la Federalberghi, un milione in più rispetto al 2014. Il governo dovrebbe cavalcare l’onda e studiare misure di sostegno al comparto. E in effetti, qualcosa sta studiando. Ma nella direzione sbagliata: una stretta sulla tassa di soggiorno. Già ora la nostra è la gabella più alta d’Europa: a Roma si arriva anche a 7 euro per notte, confronto all’euro e cinquanta richiesto a Parigi. Come non condividere il pensiero del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca: “In Italia, ogni volta che un settore rialza la testa, com’è successo al turismo, si pensa subito ad aumentare le tasse”. Il governo avrà fatto i suoi conti: colpire lì non produrrà danni, almeno elettoralmente parlando. E così, via con un bel aumento della tassa di scopo, rendendo esattori di fatto i piccoli imprenditori. Una stretta miope e di nessuna prospettiva. L’azienda del turismo si merita ben altre attenzioni. Questo fine settimana sono stato a Venezia, per visitare sull’Isola di San Giorgio Maggiore la collezione della Fondazione Cini: una meraviglia, ma aihmè fuori dal percorso battuto dai turisti a Venezialand e pertanto deserta. Mi chiedo: e se invece di preoccuparsi di esigere dai turisti una maggiore tassa di soggiorno, il Mibact cavalcasse l’onda incentivando la dispersione dei flussi turistici? Richiedere al visitatore una imposta maggiorata aumenterà in modo sterile solo il flusso di cassa del ministero. Al contrario, incentivare nuovi percorsi consentirà autonomia agli splendori italiani che tutto il mondo ci invidia. Non voltiamo le spalle alla nostra grande bellezza. Il Mibact è davanti agli esami di recupero di settembre … Speriamo non si faccia bocciare.